ODIO E RANCORI SONO CAUSA DI MALATTIE
La miglior vendetta è il perdono (Gesù di Nazareth).
Bisognerebbe evitare di pensare alle persone verso cui si provano odio o rancore. Esse, se non le perdoniamo, diventano i nostri padroni, ci vengono in mente quando mangiamo, rovinandoci il pasto; quando siamo a letto guastandoci il sonno; quando ci rilassiamo, riportandoci ansia ed agitazione.
Se il tuo nemico ha fame dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, così facendo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo (Proverbi 25:21).
Voglio misericordia e non sacrificio; perché io non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori (Matteo 9,13).
Ma a voi che ascoltate io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, pregate per quelli che vi oltraggiano... Perché se amate quelli che vi amano quale grazia ve ne viene? (Luca 6:27).
PREGARE PER I NEMICI
Gesù, ci ha comandato di perdonare ed amare chi ci fa del male,
Gesù, dall'alto della croce ha pregato: "Padre, perdona loro, perché non sanno quel che fanno"
IL PERDONO
Chi è povero e debole spiritualmente non è capace di perdonare, ma cerca di vendicarsi. Per perdonare chi vi ha fatto del male dovete diventare grandi, ricchi, forti, luminosi; dovete dirvi: sono la vittima, ho il privilegio di lavorare per il bene, per il Regno di Dio, per la luce».
Pensando così e paragonando lo splendore in cui vivete, per aver scelto il cammino del bene, alla miseria ed all'oscurità di coloro che sono ingiusti e cattivi, un sentimento di pietà, di indulgenza e d'amore s'impadronirà di voi, Questa generosità, che non avreste potuto raggiungere con nessun altro mezzo, è facilmente raggiungibile in questo modo.
Pensando così e paragonando lo splendore in cui vivete, per aver scelto il cammino del bene, alla miseria ed all'oscurità di coloro che sono ingiusti e cattivi, un sentimento di pietà, di indulgenza e d'amore s'impadronirà di voi, Questa generosità, che non avreste potuto raggiungere con nessun altro mezzo, è facilmente raggiungibile in questo modo.
Perché perdonare
Quando noi odiamo una persona siamo legati a lei da un legame emozionale più forte dell'acciaio. Il perdono è l'unico modo per rompere tale legame e ritornare liberi. La persona odiata diventa, pian, piano, il nostro padrone; ci viene in mente di giorno e di notte; ci toglie sonno e serenità e ci priva della gioia di vivere.
Se consideriamo coloro che ci hanno fatto del male come delle persone che (in un momento particolare) hanno agito male nei nostri confronti ma sono pur sempre dei figli di Dio, il perdono non ci sarà difficile. Esse hanno attraversato il nostro cammino per un appuntamento fissato dal Creatore. Dobbiamo ricordare che quando qualcuno ci ferisce lo fa perchè la sua anima stà cercando di accaparrarsi la nostra divina attenzione e la nostra benedizione. Se gliela offriamo cesserà di intralciare il nostro cammino.
È importante notare che il perdono inizia dalla persona che per prima diventa consapevole che vi è stata una offesa. È perciò possibile che il perdono venga chiesto da chi ha agito male, o venga concesso da chi ha subito l'azione malvagia. In entrambi i casi il perdono ha un effetto liberatorio per entrambi.
Qualcuno può pensare di non aver nulla da perdonare. Se nella sua vita compaiono però: confusione, sofferenza, infelicità, miseria, o dei bisogni di qualunque tipo egli è nella necessità di dover perdonare.
Vi è un vecchio proverbio che dice: "Colui che non riesce a perdonare agli altri rompe il ponte su cui lui stesso deve passare". Quando la nostra salute od il nostro benessere, tardano ad arrivare, è necessario concedere il nostro perdono.
Il perdono può spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere ed alla salute di arrivare fino a voi. Il perdono è un potente magnete da cui nessun bene può evitare di essere attratto.
PERDONO E LIBERAZIONE
Libera traduzione tratta dal libro: "The laws of healing" (Le leggi della guarigione) by C. Ponder.
Vi è una legge immutabile ed inesorabile che stabilisce che dove vi è una malattia vi è pure un problema di perdono; è sorprendente come molte persone cercano di guarire senza prima essersi liberati dalle emozioni negative causa profonda della malattia stessa.
Il cancro spesso è l'indicatore di un forte rancore, se non di odio, ed il punto dove è localizzato ci può indicare quale emozione negativa né stata la causa, esempio: amarezza, intolleranza, criticismo esasperato, ecc. La mente è vicina al corpo e le emozioni negative sono una sorgente di intossicazione. Il perdono dissolve le abitudini negative e le memorie che si trovano localizzate nella mente cosciente ed in quella subconscia.
Il perdonare significa letteralmente "donare per" ovvero dare qualcosa in cambio. Nel perdonare non è necessario che noi andiamo a prostrarci ai piedi dell'offeso. In definitiva perdonare significa lasciar perdere qualcosa che a suo tempo non si è stati capaci di tralasciare. Per perdonare non è neppure necessario che si debba contattare la persona interessata, se ciò capita accettiamolo. Quando avremo perdonato cambieremo i nostri atteggiamenti e questo, di riflesso, farà cambiare i suoi atteggiamenti nei nostri confronti.
Può succedere che in noi vi siano odi e risentimenti sepolti da anni, anche se sepolti essi sono pur sempre in noi ed emanano in continuazione delle energie negative che avvelenano la nostra aura e la nostra salute.
Io perdono qualsiasi cosa, o persona, che possa aver bisogno del mio perdono nel tempo presente ed in quello passato. Io perdono loro con piena intenzione. Io sono libero ed essi sono liberi. Ogni cosa è stata sistemata tra me e loro, per sempre.
Risentimento, condanna, e il desiderio di fargliela pagare, rovinano la nostra salute. Pertanto vanno eliminati se desideriamo ritrovare la pace, la serenità e la salute. Perdonare non è difficile, dobbiamo soltanto acquisire tale abitudine.
PERDONO E VITA VISSUTA
Una donna si ritrovò con una ghiandola in un seno e si rese conto che il problema doveva avere la sua origine in una situazione emotiva e mentale. Fece un serio esame di coscienza ma non trovò nulla al riguardo. Si impegnò allora nel chiedere a Dio che le desse la grazia di conoscere la causa del suo problema
Visto che la risposta tardava ad arrivare continuò ancora per diversi mesi, sempre sperando che Dio rispondesse alla sua accorata preghiera. Dopo qualche tempo si ricordò di una scappatella fatta dal marito; accaduta molti anni prima e dimenticata. A suo tempo questo fatto le aveva fatto esprimere dei giudizi assai pesanti. Essa formulò allora le seguenti frasi di perdono e dopo qualche tempo e la ghiandola al seno si dissolse da sola.
UN RIMEDIO SICURO
Oltre a perdonare gli altri noi dobbiamo imparare a perdonare noi stessi l'autocondanna ci priva della salute e ci può causare problemi di tutti i tipi, compresi quelli finanziari.
- Se hai accusato qualcuno; hai discusso duramente; hai criticato o fatto pettegolezzi; ritira le tue parole chiedendo perdono alle persone offese.
- Se le circostanze ti hanno portato a delle rotture con parenti (o amici) fai tutto ciò che ti è possibile per resistemare le cose.
- Cerca di vedere tutte le persone come dei puri spiriti che stanno facendo delle penose esperienze in un corpo di carne. Offri loro la tua incondizionata comprensione ed i più intensi pensieri d'amore.
- Non coricarti mai con la sensazione che vi siano nel mondo persone, animali, cose, o situazioni che ritieni essere tuoi nemici. Una formula per un perdono completo potrebbe essere la seguente.
La formula per perdonare
Va ricordato che noi abbiamo pure il potere di pronunciare le parole che faranno in modo che gli altri abbiano a perdonarci.
Puoi star sicuro che il perdono guarisce le malattie; fa diventare forti i deboli; trasforma i codardi in coraggiosi; muta gli ignoranti in saggi, e fa degli scontenti delle persone felici. "Il perdono può eliminare ciò che si era messo come ostacolo tra voi ed il vostro benessere".
L'AIUTO DI CRISTO NELL'ATTO DEL PERDONO
Libera traduzione tratta dal libro: "The healing ligth" (La luce che guarisce) di Agnes Sanford.
Anche questa autrice sottolinea l'importanza rivestita dal perdono in tutto ciò che riguarda la nostra esistenza. Il perdono nel nome di Cristo Pensate alla persona scelta, immaginatela davanti a voi circondata dalla luce dell'amore di Dio (alcuni immaginano il Cristo e pongono dinanzi alla sua immagine quella della persona designata)
Quando noi perdoniamo gli permettiamo di operare attraverso di noi per fare la grande opera di liberare questa persona per mezzo dell'amore per il quale Egli venne sulla terra.
Una volta che abbiamo perdonato nel suo nome non dobbiamo più pensare a quanto fatto, ciò potrebbe ostacolare il lavoro che egli stà compiendo attraverso di noi, dopo aver detto: "Io ti perdono..." dobbiamo credere, e ringraziare, perchè la cosa stà realmente accadendo.
Questo modo di operare può sembrare in contraddizione con quando esposto nella prima parte dove era suggerita una continua ripetizione. La contraddizione non esiste in quanto in quelle formule generali non era invitata l'azione specifica del Cristo ma veniva fatta una azione continua della nostra volontà sulla nostra anima.
In queste formule viene invece invocata la presenza del Cristo ed è perciò giusto che una volta che lo abbiamo interpellato lasciamo a lui la continuazione dell'opera di perdono e di riforma.
Dobbiamo dare fiducia al Cristo ed al fatto che egli stia attualmente lavorando attraverso di noi e non dobbiamo assolutamente permettere che la nostra mente ci ponga dei dubbi al proposito.
I sentimenti verso quella persona possono anche non migliorare subito, anzi vi è pure la possibilità che essi peggiorino. Questo perchè abbiamo permesso che nel tempo le radici di questo cattivo rapporto diventassero forti e profonde. L'azione del perdono le sta ora sradicando e vengono pertanto in superficie i sentimenti che abbiamo accumulato nel tempo. Succede come quando si toglie una particella irritante da un occhio; per un po' di tempo l'irritazione persiste.
Ogni volta che la persona ci ritorna in mente, magari provocando dei sentimenti negativi nei suoi confronti, dobbiamo immediatamente formulare il pensiero:
"Tutto ciò non ha nessuna importanza. Gesù Cristo ha perdonato a N... (nome della persona) ed essa è ora perdonata. Ciò che io provo in questo momento non ha la benché minima importanza."
"Tutto ciò non ha nessuna importanza. Gesù Cristo ha perdonato a N... (nome della persona) ed essa è ora perdonata. Ciò che io provo in questo momento non ha la benché minima importanza."
Attendete con pazienza ed i cambiamenti che la benedizione del Signore porterà a questa persona non tarderanno a manifestarsi.
Fintanto che i vecchi pensieri di disgusto non saranno completamente rimpiazzati dal nuovo sentimento di amore, dobbiamo pazientemente correggere ogni pensiero poco caritatevole nei confronti di quella persona sostituendolo con uno di comprensione e di amore.
Non vi è gioia maggiore in tutto il mondo di quello provato quando permettiamo al perdono del Cristo di raggiungere un'altra persona. La prima azione da fare per poter perdonare consiste nel rimuovere tutto il risentimento. Ciò significa imparare ad accettare qualcuno che fino a quel momento non ci piaceva per niente.
La seconda azione consiste nel "ricostruire" quella persona mediante l'opera del nostro amore. Dopo averle perdonato dobbiamo eliminare la sua immagine negativa (che ci eravamo creati nella mente) e rimpiazzarla con una dove compaiano le virtù, ed i pregi, che desideriamo che la nostra fede renda manifesti in lei.
Queste qualità, armoniche e belle, saranno chiamate in superficie perchè esse sono già presenti potenzialmente ed aspettano solo un poco di amore che le risvegli; così come il bacio amorevole del principe azzurro ha risvegliato Biancaneve avvelenata dalla malvagia matrigna.
Alcune persone sono così chiuse all'amore che il nostro gesto ci potrà sembrare vano ma non è così. Il nostro amore è come un seme e una volta entrato in lei troverà il giorno giusto per germogliare. A noi spetta di seminare, il giorno del raccolto è in mano al Signore.
LA PAROLA PARLATA
La più grande creatrice di malcomprensioni è la lingua dell'uomo. Non è ciò che noi diciamo che conta ma come e quando, le seguenti regole ci potranno aiutare a farne un uso migliore. Il tatto e la delicatezza non ci toglieranno mai la nostra dignità.
- Misura le tue parole con il metro della cortesia, del sentimento e della gratitudine.
- Meno cose diciamo e di meno dovremo pentirci. La natura sapeva ciò che faceva quando ci diede due orecchie e una lingua sola.
- L'interesse, parlando, nasce se riusciamo a far sentire importante il nostro interlocutore. Ciò è possibile dicendo meno cose e chiedendone di più.
- Una lingua incontrollata, anche una sola parola sbagliata, possono distruggere la felicità di una intera vita.
- Per prevenire l'atteggiamento critico, sarcastico o ironico:
- invita critiche e pareri, dai i meritati riconoscimenti.
- riconosci subito i tuoi errori e non esitare mai a dire: "Mi dispiace".
- trova un accordo il più presto possibile, ogni momento di ritardo non farà che aggiungere legna al fuoco della discordia.
- Per concludere ecco una serie di regole per una buona conversazione:
- Guarda in faccia il tuo interlocutore.
- Sii un buon ascoltatore.
- Non interrompere.
- Sii comprensivo.
- Modula il tono di voce.
- Evita sgradevoli riferimenti al passato.
- Dai consigli solo quando ti sono richiesti.
- Applaudi ciò che gradisci ed ignora ciò che non ti piace.
- Custodisci le tue parole e le tue parole custodiranno te.
S. L. Katzoff
CONCLUSIONE
E, per concludere, dovremmo sempre ricordare che:
È molto meglio vivere bene e avere torto, piuttosto che vivere male e aver ragione.
(Louis Hay in Guarisci il tuo corpo).
(Louis Hay in Guarisci il tuo corpo).
LA GUARIGIONE FISICA E INTERIORE
Mt 8, 14-17 Guarigione della suocera di Pietro: 14 Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui
che giaceva a letto con la febbre. 15 Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a
servirlo. 16 Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì“
tutti i malati, 17 perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le
nostre infermità e si é addossato le nostre malattie.
Mt 9, 18-26 Guarigione dell’emorroissa e risurrezione della figlia di un capo: 18 Mentre diceva loro
queste cose, giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli disse: Mia figlia é morta proprio ora; ma vieni,
imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà. 19 Alzatosi, Gesù lo seguiva con i suoi discepoli. 20 Ed ecco
una donna, che soffriva d’emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo
mantello. 21 Pensava infatti: Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita. 22 Gesù,
voltatosi, la vide e disse: Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita. E in quell’istante la donna guarì. 23
Arrivato poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in agitazione, disse: 24 Ritiratevi, perché
la fanciulla non é morta, ma dorme. Quelli si misero a deriderlo. 25 Ma dopo che fu cacciata via la gente egli
entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. 26 E se ne sparse la fama in tutta quella regione.
Mt 9, 27-31 Guarigione di due ciechi: 27 Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando:
Figlio di Davide, abbi pietà di noi. 28 Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: Credete
voi che io possa fare questo?. Gli risposero: Sì, o Signore!. 29 Allora toccò loro gli occhi e disse: Sia fatto a
voi secondo la vostra fede. 30 E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: Badate che
nessuno lo sappia!. 31 Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.
Mt 9, 32-34 Guarigione di un muto indemoniato: 32 Usciti costoro, gli presentarono un muto indemoniato.
33 Scacciato il demonio, quel muto cominciò a parlare e la folla presa da stupore diceva: Non si é mai vista
una cosa simile in Israele!. 34 Ma i farisei dicevano: Egli scaccia i demoni per opera del principe dei demoni.
Mt 15, 21-28 Guarigione della figlia di una Cananea: 21 Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro
e Sidone. 22 Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: Pietà di me,
Signore, figlio di Davide. Mia figlia é crudelmente tormentata da un demonio. 23 Ma egli non le rivolse
neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: Esaudiscila, vedi come ci grida dietro.
24 Ma egli rispose: Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele. 25 Ma quella venne
e si prostrò dinanzi a lui dicendo: Signore, aiutami!. 26 Ed egli rispose: Non é bene prendere il pane dei figli
per gettarlo ai cagnolini. 27 É vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che
cadono dalla tavola dei loro padroni. 28 Allora Gesù le replicò: Donna, davvero grande é la tua fede! Ti sia
fatto come desideri. E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Mt 15, 29-31 Molte guarigioni presso il lago: 29 Allontanatosi di là, Gesù giunse presso il mare di Galilea
e, salito sul monte, si fermò là. 30 Attorno a lui si radunò molta folla recando con sé zoppi, storpi, ciechi,
sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì. 31 E la folla era piena di stupore nel vedere
i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava il
Dio di Israele.
Mc 1, 21-28 Gesù insegna a Cafarnao e guarisce un indemoniato: 21 Andarono a Cafarnao e, entrato
proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. 22 Ed erano stupiti del suo insegnamento,
perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. 23 Allora un uomo che era nella
sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: 24 Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei
venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio. 25 E Gesù lo sgridò: Taci! Esci da quell’uomo. 26 E lo
spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27 Tutti furono presi da timore, tanto che si
chiedevano a vicenda: Che é mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli
spiriti immondi e gli obbediscono!. 28 La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
Mc 1, 29-34 Guarigione della suocera di Simone e molte guarigioni: 29 E, usciti dalla sinagoga, si
recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. 30 La suocera di
Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31 Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per
mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli. 32 Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano
tutti i malati e gli indemoniati. 33 Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34 Guarì molti che erano afflitti da
varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano.
Mc 1, 40-45 Guarigione di un lebbroso: 40 Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli
diceva: Se vuoi, puoi guarirmi!. 41 Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio,
guarisci!. 42 Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. 43 E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: 44 Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione
quello che Mosé ha ordinato, a testimonianza per loro. 45 Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e
a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava
fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.
Mc 2, 1-12 Guarigione di un paralitico: 1 Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che
era in casa 2 e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli
annunziava loro la parola. 3 Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. 4 Non potendo
però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta
un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. 5 Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico:
Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati. 6 Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: 7 Perché
costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?. 8 Ma Gesù, avendo subito
conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé , disse loro: Perché pensate così nei vostri cuori? 9
Che cosa é più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e
cammina? 10 Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, 11 ti
ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua. 12 Quegli si alzò, prese il suo
lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: Non abbiamo mai
visto nulla di simile!.
Mc 7, 31-37 Guarigione di un sordomuto: 31 Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi
verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decapoli. 32 E gli condussero un sordomuto, pregandolo di
imporgli la mano. 33 E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva
gli toccò la lingua; 34 guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: Effatà cioé: Apriti!. 35 E
subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36 E comandò
loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano 37 e, pieni di stupore,
dicevano: Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!.
Mc 9, 14-29 L’epilettico indemoniato: 14 E giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da
scribi che discutevano con loro. 15 Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. 16 Ed
egli li interrogò: Di che cosa discutete con loro?. 17 Gli rispose uno della folla: Maestro, ho portato da te mio
figlio, posseduto da uno spirito muto. 18 Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti
e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti. 19 Egli allora in risposta, disse
loro: O generazione incredula! Fino a quando star˜ con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da
me. 20 E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a
terra, si rotolava spumando. 21 Gesù interrogò il padre: Da quanto tempo gli accade questo?. Ed egli
rispose: Dall’infanzia; 22 anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu
puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci. 23 Gesù gli disse: Se tu puoi! Tutto é possibile per chi crede. 24 Il
padre del fanciullo rispose ad alta voce: Credo, aiutami nella mia incredulità. 25 Allora Gesù, vedendo
accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e non
vi rientrare più. 26 E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché
molti dicevano: É morto. 27 Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi. 28 Entrò poi in
una casa e i discepoli gli chiesero in privato: Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo? .29 Ed egli disse
loro: Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera.
Mc 10,46-52 Il cieco all’uscita di Gerico: 46 E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai
discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47 Costui, al
sentire che c’era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!. 48
Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: Figlio di Davide, abbi pietà di me!. 49 Allora
Gesù si fermò e disse: Chiamatelo!. E chiamarono il cieco dicendogli: Coraggio! Alzati, ti chiama!. 50 Egli,
gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51 Allora Gesù gli disse: Che vuoi che io ti faccia?. E
il cieco a lui: Rabbunì,, che io riabbia la vista!. 52 E Gesù gli disse: Và, la tua fede ti ha salvato. E subito
riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.
Lc 7, 1-10 Guarigione del servo di un centurione: 1 Quando ebbe terminato di rivolgere tutte queste
parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafarnao. 2 Il servo di un centurione era ammalato e stava per
morire. Il centurione l’aveva molto caro. 3 Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei
Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. 4 Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insistenza:
Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano, 5 perché ama il nostro popolo, ed é stato lui a costruirci
la sinagoga. 6 Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione
mandò alcuni amici a dirgli: Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; 7
per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo
sarˆ guarito. 8 Anch’io infatti sono uomo sottoposto a un’autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all’uno:
Vˆ ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fà questo, ed egli lo fa. 9All’udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una
fede così grande!. 10 E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
Lc 8, 40-56 Guarigione di un’emorroissa e risurrezione della figlia di Giairo: 40 Al suo ritorno, Gesù fu
accolto dalla folla, poiché tutti erano in attesa di lui. 41 Ed ecco venne un uomo di nome Giairo, che era capo
della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua, 42 perché aveva un’unica figlia,
di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno. 43 Una
donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire, 44 gli si avvicinò alle
spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò. 45 Gesù disse: Chi mi ha
toccato?. Mentre tutti negavano, Pietro disse: Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia. 46 Ma
Gesù disse: Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza é uscita da me. 47 Allora la donna, vedendo
che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto
il popolo il motivo per cui l’aveva toccato, e come era stata subito guarita. 48 Egli le disse: Figlia, la tua fede
ti ha salvata, và in pace!. 49 Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a
dirgli: Tua figlia é morta, non disturbare più il maestro. 50 Ma Gesù che aveva udito rispose: Non temere,
soltanto abbi fede e sarà salvata. 51 Giunto alla casa, non lasci˜ entrare nessuno con sé, all’infuori di Pietro,
Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. 52 Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei.
Gesù disse: Non piangete, perché non é morta, ma dorme. 53 Essi lo deridevano, sapendo che era morta,
54 ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: Fanciulla, alzati!. 55 Il suo spirito ritornò in lei ed ella si
alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. 56 I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di
non raccontare a nessuno ci˜ che era accaduto.
Lc 9, 1-6 Missione dei Dodici: 1 Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i
demoni e di curare le malattie. 2 E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 3 Disse loro:
Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno.
4 In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino. 5 Quanto a coloro che non vi
accolgono, nell’uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi. 6
Allora essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando
guarigioni.
Lc 17, 11-19 I dieci lebbrosi: 11 Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la
Galilea. 12 Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, 13
alzarono la voce, dicendo: Gesù maestro, abbi pietà di noi!. 14 Appena li vide, Gesù disse: Andate a
presentarvi ai sacerdoti. E mentre essi andavano, furono sanati. 15 Uno di loro, vedendosi guarito, tornò
indietro lodando Dio a gran voce; 16 e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. 17 Ma
Gesù osservò: Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? 18 Non si é trovato chi tornasse
a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?. E gli disse: 19 Alzati e và, la tua fede ti ha salvato!.
Gv 4, 46-54 Secondo segno a Cana: guarigione del figlio di un funzionario reale: 46 Andò dunque di
nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un
figlio malato a Cafarnao. 47 Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo
pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. 48 Gesù gli disse: Se non vedete segni e
prodigi, voi non credete. 49 Ma il funzionario del re insistette: Signore, scendi prima che il mio bambino
muoia. 50 Gesù gli risponde: Vˆ, tuo figlio vive. Quell’uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si
mise in cammino. 51 Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: Tuo figlio vive!. 52
S’informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: Ieri, un’ora dopo mezzogiorno la febbre
lo ha lasciato. 53 Il padre riconobbe che proprio in quell’ora Gesù gli aveva detto: Tuo figlio vive e credette
lui con tutta la sua famiglia. 54 Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in
Galilea.
Atti 3, 1-10 La guarigione dello storpio: 1 Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera
verso le tre del pomeriggio. 2 Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano
ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella a chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio.
3 Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina. 4 Allora
Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: Guarda verso di noi. 5 Ed egli si volse verso di
loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. 6 Ma Pietro gli disse: Non possiedo né argento né oro, ma
quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!. 7 E, presolo per la mano destra, lo
sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono 8 e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro
nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. 9 Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio 10 e
riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio ed erano
meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.